Delegittimazione dell’ordinamento giuridico italiano

È morta la Repubblica italiana
Il popolo italiano è l’unico fesso a recepire la Legge di una Repubblica che non esiste.

Qual è la base, il pilastro, dell’ordinamento giuridico italiano? Qual è la legge fondamentale dello Stato e fondativa della Repubblica italiana? Lo sanno anche i bambini: la Costituzione.
E qual è il fulcro della Costituzione italiana, il primo articolo, la condizione necessaria, la premessa dalla quale scaturiscono tutte le altre leggi? È ovviamente l’articolo uno (Art. 1) che recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
La semplicità e la chiarezza dell’enunciato rispecchiano la volontà dei padri costituenti di rendere comprensibile a tutti, a scanso di equivoci, i principi fondamentali della Costituzione (articoli 1-12), fonte principale del diritto.

È fin troppo evidente che, venendo meno le fondamenta, venga giù tutto il resto.
La disoccupazione, la mancanza di lavoro in Italia costituisce un fatto notorio.
Risulta quindi tautologico che l’Italia non sia una Repubblica, ergo tutte le leggi ad essa relazionate non hanno valore.
La delegittimazione dell’ordinamento giuridico italiano si riscontra anche negli elementi costitutivi della Repubblica Italiana, ad esempio le regioni.
Come molti sapranno, infatti, la Regione Lombardia si rifiuta di recepire la legge nazionale sul limite di due mandati relativa al presidente di regione. L’abusivo Formicojoni, al quarto mandato, è tutt’ora incollato alla poltrona dopo quasi un ventennio!

D’altra parte l’Italia stessa è stata bacchettata e sanzionata più volte per non recepire leggi europee, come ad esempio quelle relative alla gestione e protezione delle acque o la direttiva sui rimpatri (n. 2008/115/CE riguardante le norme e le procedure comuni applicabili negli Stati membri per il rimpatrio di extracomunitari in caso di soggiorno irregolare).
Anche la Santa Sede da qualche anno ha smesso di recepire le leggi italiane poichè troppe, illogiche e contradditorie, modificando una consuetudine che andava avanti dal ’29.

La delegittimazione dell’ordinamento giuridico italiano si insinua pure nel Parlamento della Repubblica, con un centinaio di parlamentari fra condannati, indagati, imputati e prescritti. Criminali che fanno le leggi. È una vecchia storia già ampliamente dibattuta.
Gli unici fessi a recepire la Legge di una Repubblica che non esiste sono i cosiddetti italiani onesti.

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