Siamo sudditi di un Impeuro?

Impeuro: aquila e simbolo euro
Impero: o è sbagliata la definizione o non abbiamo capito noi.

Che cos’è un impero? Lungi dal voler dare una definizione eccessivamente soggettiva del termine, vediamo cosa dice in proposito la famosa enciclopedia libera, realizzata, teoricamente, con il contributo della comunità.
Impero: «dal latino imperium, “potere coercitivo”, “potere militare”, è convenzionalmente un’entità statale costituita da un esteso insieme di territori e popoli, a volte anche molto diversi e lontani, sottoposti ad un’unica autorità, normalmente ma non necessariamente impersonificata nella figura dell’imperatore».

Se già qui possiamo riscontrare una rassomiglianza con l’Europa dei nostri giorni, sotto l’autorità della BCE, continuiamo la lettura della descrizione presente in wikipedia: «Pur essendo indicate come impero strutture statali anche estremamente diverse tra loro, per le sue caratteristiche, un impero presenta quasi sempre spiccate caratteristiche di multiculturalità e multietnicità […]».
Appare sempre più evidente che la definizione di “impero” calzi a pennello con la realtà europea. Andiamo avanti e scopriremo perché, forse, sarebbe meglio parlare di Impeuro: «L’impero inoltre è in genere caratterizzato da un’ideologia imperiale, cioè dell’ideologia fondante dell’architettura del sistema imperiale, spesso connotata di caratteri di egemonismo ed universalità, sulla base della quale si modellano i meccanismi di controllo politico, sociale, religioso ed economico del gruppo dominante sui gruppi dominati».

A parte il fatto che la prima unità europea si ebbe nel medioevo con il Sacro Romano Impero (più impero di così!), il carattere di universalità dell’ideologia europeista è cosa risaputa, riscontrabile, per esempio, nella dichiarazione Schumann ideata da Jean Monnet (consigliere di Roosvelt nel 1940, auspicava che gli Stati Uniti diventassero “arsenale di democrazia”!), nel manifesto di Ventotene redatto da Alberto Spinelli ed Ernesto Rossi, per non parlare poi della dichiarazione del manifesto Europe: many tongues, one voice (Europa: tante lingue, una voce). Quest’ultimo, data l’evidente simbologia satanica ed esoterica, merita un’analisi approfondita che affronteremo in un prossimo articolo.
Il meccanismo di controllo del gruppo dominante dell’Impeuro comincia a manifestarsi ed essere palese anche agli occhi dei meno avveduti, grazie alle politiche economiche sanguinarie della Banca Centrale Europea, rese operative da meccanismi perversi come il Meccanismo europeo di stabilità (MES), chiamato sarcasticamente Fondo salva-stati, o il Patto di stabilità e crescita (PSC) che, secondo molti critici, non promuoverebbe né la crescita né la stabilità.
Il controllo esercitato dall’Impeuro si insinua anche in altre filiazioni del famigerato Trattato di Lisbona che, secondo alcuni analisti, ha reintrodotto, in una cortina fumogena burocratica, la pena di morte.
Cosa dire poi dell’Eurogendfor, la forza di gendarmeria europea, corpo militare dell’Impeuro a carattere sovranazionale? Istituita in gran segreto il 18 ottobre 2007 con l’oscuro Trattato di Velsen, è già operativa nella totale immunità giudiziaria.

Se ancora non vi convice l’idea di essere sudditi di un’Impeuro, proseguiamo la lettura della definizione data dalla nota enciclopedia on-line:  «Hardt e Negri scavano implicitamente un fossato abissale tra l’impero e la democrazia; non solo nell’impero non esiste la sovranità popolare, caratteristica essenziale della democrazia, ma non esiste nemmeno il popolo. Del resto nel linguaggio comune si parla di sudditi dell’impero, più che di cittadini. Per quanto l’idea di impero venga tradizionalmente associata ad un potere di tipo monarchico che si estende oltre i confini di una nazione, essa è invece in qualche modo compatibile con il concetto di repubblica: nell’antica Roma la transizione dalla repubblica all’impero fu abbastanza graduale; visioni di tipo imperiale sono inoltre state usate ripetutamente sia per gli USA che per l’URSS (nominalmente repubblica federale i primi, stato socialista la seconda)».

Siamo tutti coscenti che la sovranità popolare non esista più, a partire dai singoli stati nazionali, come per esempio l’Italia con la sua legge elettorale, che non permette la votazione diretta dei candidati (addirittura con Mario Monti siamo stati testimoni del fatto che non ci sia permessa alcuna forma di votazione, nemmeno indiretta), per non parlare della Commissione Europea con le sue direttive sovranazionali ed i suoi funzionari che nessun cittadino elegge.
Wikipedia prosegue specificando: «Anche il potere sovrano imperiale non sempre è stato concentrato in un’unica figura istituzionale (imperatore). Sono molti gli esempi storici in cui al sovrano titolare sono affiancate figure politiche che di fatto governano un impero. […] vi sono organismi imperiali strutturati su una sorta di dualismo dove, a fianco del sovrano titolare, è posto un effettivo governante che gestisce la vita politica e militare dello stato. […] In questi organismi gli imperatori assunsero spesso solo un ruolo simbolico-religioso dell’unità statale, senza quindi prendere parte attivamente alla vita politica del proprio stato».

Ma veniamo alla parte che l’enciclopedia dedica alla moneta dell’Impeuro: «La moneta è uno dei simboli dell’impero e ne richiama la potenza. La moneta è essenziale per lo sfruttamento economico dei territori controllati ed è parte integrante del sistema di simboli per la creazione e mantenimento dell’egemonia. Anche là dove esiste una valuta locale la moneta dell’impero prevale nell’immaginario collettivo delle popolazioni grazie al suo contenuto simbolico».
Questo è sicuramente l’estratto più importante dell’intera definizione di impero. Ecco perché abbiamo perso la nostra sovranità monetaria. Ora capite a cosa serve l’euro. Inizia a prendere forma la logica che sta dietro alla simbologia esoterica delle monete, ad esempio quella ormai famosa del dollaro statunitense. Per questo siamo sudditi di un Impeuro.

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