Il Monti dei Fiaschi

Mario Smonti, il Monti dei Fiaschi
Il tecnico del male ed i capitalisti con i soldi degli altri.

Nell’autunno del 2012, il governo Smonti decretò, su un testo approvato da PD e PDL, un aiuto al Monte dei Fiaschi pari a 3,9 miliardi di euro, ottenuti con i sacrifici, lacrime e sangue, degli italiani. Senza considerare gli aiuti precedenti.
Infatti solo nel 2010 il Monte dei Fiaschi, dopo la sòla da 10 miliardi presa con l’acquisto di Banca Antonveneta (chissà chi ci fece la cresta, in nero, a quanto pare rientrata con lo scudo fiscale), sollecitò liquidità allo Stato italiano per 3,4 miliardi di euro, elargita poi tramite i famigerati Tremonti Bond. Questo fu uno scambio di favori tra la banca senese ed il chiavaliere, all’epoca capo del governo, come ha recentemente spiegato egli stesso: «Io ho un legame particolare con Monte dei Paschi perché grazie a loro potei costruire Milano due e Milano 3, il legame era tale per cui risultai come l’unica società con cui la banca concedeva mutui premiando la mia puntualità nei pagamenti. È un’istituzione cui voglio bene».
Nell’ambiente poi è risaputo quanto sia invischiato il PD, in particolare quello senese, all’interno del Monte dei Fiaschi. Del resto la fratellanza tra mondo politico ed élite bancaria è da sempre stata inscindibile, eterna. In questo modo i banchieri ed i relativi leccapiedi, hanno sempre potuto spacciarsi per capitalisti, anche se con i soldi degli altri, socializzando i debiti e privatizzando i crediti.

In un anno la dittatura del governo di Mario Smonti, il Monti dei Fiaschi,  ha distrutto la già devastata Italia, aumentando il debito pubblico, la disoccupazione, la pressione fiscale e chi più ne ha più ne metta. Il Gran Maestro d’economia che doveva risanare il Bel Paese si è rivelato un fiasco.
In relazione al caso MPS, Grilli, che prese la staffetta di Smonti come Ministro dell’Economia e delle Finanze nel luglio 2012 ha detto: «La situazione di MPS non è una novità, non è un fulmine a ciel sereno. Conoscevamo le sue problematicità già da un anno. Non ho evidenza di problemi in altre banche. Sui controlli dico solo che sono di competenza di Banca d’Italia».
Forse come ministro dell’Economia poteva sforzarsi un po’ di più. Infatti Bankitalia, rispettando le regole del gioco delle tre carte e la variante chiamata scaricabarile,  ha prontamente risposto: «La vera natura di alcune operazioni riguardanti il Monte dei Paschi di Siena riportate dalla stampa è emersa solo di recente, a seguito del rinvenimento di documenti tenuti celati all’Autorità di Vigilanza e portati alla luce dalla nuova dirigenza di MPS».

In teoria la cosiddetta Banca d’Italia dovrebbe vigilare sulle altre banche presenti sul territorio italiano. Peccato che la maggioranza degli azionisti di Bankitalia siano le stesse banche che dovrebbero essere controllate. E guarda un po’, fra i partecipanti al capitale di Bankitalia c’è pure il Monte dei Fiaschi. Praticamente la Banca d’Italia ignorava sé stessa.
Senza considerare che molti dirigenti di queste associazioni criminali legalizzate chiamate banche sono poi rifiniti dentro al famoso governo tecnico di Mario Smonti. Un leggerissimo conflitto d’interessi. Cosa aspettarsi del resto dalla cricca del Monti dei Fiaschi, il Signore Oscuro dei Gesuiti?
Consigliamo al branco di lestofanti di andarsi a nascondere sui monti con dei fiaschi (di vino) e prenderla grossa, prima di prenderle e basta.

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9 risposte a Il Monti dei Fiaschi

  1. raimondorizzo ha detto:

    Durante il servizio militare avevo un capitano, a mio avviso schizoide, al comando dittatoriale di una compagnia. Sapete quale è stata la soluzione travata al problema? Promosso Maggiore

    • sporchibanchieri ha detto:

      Hai inquadrato perfettamente il problema. Più la gente è stupida e problematica (e per questo ricattabile?) più sale di livello. Ai vertici della piramide non piacciono le persone intelligenti che si domandano il perché delle cose e che per questo potrebbero scoprire i meccanismi, il vero funzionamento, del sistema.
      Nelle ambasciate e nei consolati, per esempio, la superficialità pare essere un requisito fondamentale del CV.

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