I veri evasori usano il contante? (Prima Parte)

I veri evasori usano il contante?
Ecco perché i più grandi evasori vogliono convincerci ad utilizzare la moneta elettronica.

Prima di tutto sarebbe da chiedersi chi siano i veri evasori. Chi sono? L’idraulico, la parrucchiera, il fruttivendolo al mercato? L’amico dell’amico che ogni tanto ti viene a casa e perde almeno un paio d’ore a risolverti l’ennesimo problema al computer e prima d’andare via tu gli chiedi: «Quanto ti devo?» e lui ti risponde: «Lascia perdere, non ti preoccupare» oppure «Fai te» e tu magari gli allunghi venti euro? Chi sono i veri evasori, la casalinga che ogni tanto fa gli orli ai pantaloni; la studentessa che fa ripetizioni private, il ragazzotto che fa l’istruttore di vela o la donna delle pulizie? Il dentista, il ginecologo, il commerciante del nord-est che lavora da quando aveva quindici anni o l’imprenditore del sud che paga il pizzo? Oppure Fabrizio Corona, gli zingari o i barboni che chiedono l’elemosina senza rilasciare fattura?
Quanto potrebbero evadere? Cinquanta, cinquecento, cinquemila, cinquantamila, cinquecentomila o cinque milioni di euro all’anno? Vi sembrano tanti? I grandi evasori hanno patrimoni da decine di miliardi di euro, con i quali possono comprarsi interi Paesi o continenti, cifre che risultano difficili persino da scrivere. Tuttavia, anche questi non sono i più grandi evasori. Chi sono i veri evasori lo vedremo fra poco.

Focalizziamoci, per un attimo, sulla moneta elettronica. Chi vuole imporla alla popolazione? Chi sono quelli che stanno spendendo ingenti risorse per eliminare il contante a favore dei soldi virtuali, elettronici? Sono i politici, servi dei banchieri. E perché questa combriccola di lestofanti vuole indurci ad utilizzare la moneta elettronica ed eliminare il contante? Sono forse stati fulminati sulla via di Damasco? Sono diventati improvvisamente buoni? Pensate davvero che i veri criminali utilizzino banconote, contanti di carta o monete di metallo? Tanto per fare un esempio, a proposito del recente scandalo MPS, il Monte dei Fiaschi di Siena: pensate che tutte queste decine di miliardi di euro volatilizzati fossero trasportati in valigette ventiquattrore come quelle dei film? Ma non era stato proprio il front man del PD (PiDue?), Gargamella Bersani, uno dei paladini della guerra al contante, con l’omonimo “Decreto Bersani” che doveva servire a sopprimere i soliti furbetti?
Secondo tale decreto i pagamenti effettuati dai clienti dei professionisti dovevano essere effettuati unicamente mediante assegni non trasferibili, bonifici bancari o altre modalità che consentissero il tracciamento dell’operazione. Il pagamento per contanti era ammesso fino al limite di Euro 100,00 (limite ampliato a Euro 1000,00 fino al 30 luglio 2007 e fino ad Euro 500,00 dal 1 luglio 2007 fino al 30 giugno 2008).
E sapete chi è il grande apostolo dell’onestà che recentemente ha definito la guerra al contante annunciata da Mario Smonti una «battaglia di civiltà»? Ovviamente non poteva essere che il presidente dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana. Si, proprio lui Giuseppe Mussari, già capoccia del Monte dei Fiaschi, sputtanato nello scandalo della banca del PD.

Siete ancora convinti che le grandi lobbies criminali che muovono miliardi di euro ogni giorno da un capo all’altro del mondo utilizzino il cash, il contante? Come lo trasportano, con flotte di piccioni viaggiatori? Pensate che le grandi cricche di usurai coinvolte nei traffici più loschi di questo pianeta, scienziati della truffa e inventori dei paradisi fiscali, abbiano bisogno di coprire i loro flussi di denaro sporco utilizzando le banconote? Muovono in poche ore capitali superiori al PIL di intere nazioni forse nascondendoli nelle mutande?
Troppi interrogativi? Seguiteci nella Seconda Parte dell’articolo. Per avere delle buone risposte bisogna fare delle buone domande. Chi non ragiona non fa l’amore.

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17 risposte a I veri evasori usano il contante? (Prima Parte)

  1. cordialdo ha detto:

    Sicuramente il contante non sarà utilizzato dai grandi capitalisti della truffa e dei paradisi fiscali. Ma da molti artigiani e professionisti certamente sì ai quali prima paghiamo la loro prestazione illusoriamente senza IVA e poi paghiamo le tasse anche per loro.

    Questo in linea di principio. Infatti io pretendo sempre fattura o ricevuta fiscale o pago con assegno non trasferibile.

    Attendo di leggere la seconda parte per apprendere i meccanismi che usano i politici ed i grandi evasori, comprese le banche, per varcare le frontiere senza danno insieme ai loro capitali.

    • sporchibanchieri ha detto:

      Chissà se il Chiavaliere rilasciava fattura alle sue invitate protagoniste degli spettacoli di burlesque in villa San Martino.

      • cordialdo ha detto:

        Per fortuna, l’Italia non ha come cittadini solo i chiavalieri e le sue prestatrici d’opera relativa ma anche di tante persone oneste, di tanti lavoratori a reddito fisso e di pensionati che, volenti o nolenti, le tasse le pagano alla fonte mentre i chiavalieri, i mono e tri monti, essendo costretti a pagare le tasse in anticipo ed alla fonte continuano ad essere sempre i più tartassati.

      • sporchibanchieri ha detto:

        Infatti abbiamo iniziato questa lotta, molti anni fa, proprio perché ci sembrava ingiusto il sitema fiscale applicato ai lavoratori a reddito fisso. Poi ci siamo resi conto che la guerra fra le persone a reddito fisso e gli imprenditori o commercianti è una guerra fra poveri, generalmente onesti, ed è parte della strategia (anche questa “della tensione”) dei poteri forti per controllarci. Divide et impera.
        È da più di un anno che cerchiamo di fare giochi di parole con Monti e Tremonti, però come l’hai fatto tu ci batte sicuramente. Quasi quasi te la prendiamo a prestito!

  2. raimondorizzo ha detto:

    Per dirla con il mio linguaggio: per una buona terapia serve una buona diagnosi. Seguiremo naturalmente

  3. alegbr ha detto:

    ma certo, tutti dobbiamo essere tracciati, siamo colpevoli di povertà. E ce la faranno scontare.

    A

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