I veri evasori usano il contante? (Seconda Parte)

I veri evasori usano il contante?
Ecco perché i più grandi evasori vogliono convincerci ad utilizzare la moneta elettronica.

Nella Prima Parte dell’articolo abbiamo accennato alla guerra al contante portata avanti da paladini quali Gargamella Bersani, Mario Smonti e Giuseppe Mussari, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, recentemente coinvolto nello scandalo Monte dei Fiaschi di Siena.
L’ABI afferma che ci siano circa 40 miliardi di sommerso in Italia, volendo far credere che gran parte derivi dai flussi di denaro contante delle piccole e medie imprese o di piccoli professionisti come l’idraulico o la parrucchiera. È un po’ il bue che dà del cornuto all’asino. I veri evasori sono da ricercare nei Cda (Consigli di Amministrazione) delle multinazionali, fra i manager delle grandi corporations e tra gli speculatori finanziari che con trucchi legali e transazioni segrete spostano enormi capitali mascherati da hedge fund o prodotti surrealistici come i derivati e altre sòle partorite dalla “finanza creativa”, un eufemismo per descrivere le truffe perpetrate da queste bande di lestofanti.
La demonizzazione del contante, portata avanti con la farsa della lotta all’evasione fiscale, manifesta tutta l’ipocrisia dei professionisti della menzogna, evidente nella già citata uscita di Mussari a sostegno del dittatore Smonti, riportata nella Prima Parte dell’articolo.

Altro paladino della moneta elettronica come soluzione all’evasione fiscale è faccia da sberla Corrado Passerà, anche lui bocchiniano, manager e banchiere (guarda caso), ministro dello Sviluppo Economico, dei Trasporti e delle Infrastrutture nel governo Smonti. Peccato che sia stato iscritto nel giugno 2012 nel registro degli indagati per frode fiscale. Secondo i PM della procura di Biella infatti, Banca Intesa SanPaolo, della quale Passerà era amministratore delegato, avrebbe utilizzato veicoli finanziari per pagare meno tasse in Italia. Il reato contestato, utilizzando il solito intreccio di banche, tra le quali Biverbanca, il Monte dei Fiaschi e Cassa di Risparmio di Asti, sarebbe più o meno questo: «Intesa SanPaolo avrebbe fatto transitare dei pronti contro termine su titoli obbligazionari attraverso un veicolo (la Defense II) di diritto britannico per ottenere dei benefici fiscali, creando un tesoretto all’estero da scontare poi nei conti del gruppo, grazie a un’asimmetria impositiva». Scrive La Stampa che secondo l’Agenzia delle Entrate «il credito in esame, lungi dall’essere stato utilizzato per i fini previsti dall’ordinamento, altro non rappresenta che un illegittimo extrarendimento il cui godimento ha governato l’intera operazione».
Per di più Banca Intesa l’estate scorsa, a procedimento non concluso, aveva già patteggiato con il Fisco 270 milioni di euro, su circa 1,15 miliardi contestati, fornendo così un’implicita ammissione di colpa.
Il modus operandi nel citato esempio, non è appannaggio esclusivo di Banca Intesa SanPaolo ma quasi la norma nel mondo bancario. Il caso vuole che (stranamente) un altro banchiere, Alessandro Profumo di merda, ex capoccia di Unicredit ed attuale presidente del Monte dei Fiaschi, anche lui della setta dei bocchiniani, sia stato rinviato a giudizio per l’Operazione Brontos, praticamente una fotocopia di quella di Passera. Anche in questo caso i PM contestano il reato di «dichiarazione infedele e fraudolenta mediante artifici».

Nonostante l’avviso di garanzia per frode fiscale faccia da sberla Passerà ebbe il coraggio di dire al Forum Ambrosetti tenuto a Villa d’Este sul Lago di Como (uno dei tanti think thank elitari ed elitisti a partecipazione limitata e “strettamente riservato”,  sconosciuto dalla maggioranza delle persone, pur essendo stato istituito nel 1975 e a cadenza annuale): «Certamente non può essere più considerato furbizia non pagare le tasse. Anche gli ultimi dati dicono che ci devono essere più controlli e migliori norme, ma alla fine ci deve essere anche una sanzione sociale. Non deve essere tollerabile anche tra le persone che chi può contribuire in maniera adeguata non lo fa, come avviene adesso. Perché questa situazione cambi ci vuole uno sforzo di tutti».

Cominciate a capire chi siano i veri evasori fiscali ed il perché non utilizzino contanti per compiere i loro crimini? Questi sono gli stessi che chiedono sacrifici ai cittadini però predicano bene e razzolano male. In linguaggio tecnico potrebbero essere definiti “facce di culo”.
Seguiteci nelle Terza Parte dell’articolo dove cominceremo ad entrare nei dettagli sui veri motivi per cui ci costringeranno ad utilizare la moneta elettronica ed i relativi pericoli per noi comuni mortali.

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15 risposte a I veri evasori usano il contante? (Seconda Parte)

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  2. cordialdo ha detto:

    Facce da culo è troppo gentile per loro ed il culo si offende! Meglio facce di “merda”!!!

    • sporchibanchieri ha detto:

      In effetti ci siamo un po’ trattenuti e ci scusiamo con il Culo se lo abbiamo paragonato a questi lestofanti. Però anche dalla Merda si ricava bio-combustibile e come diceva De André, dal letame nascono i fior. Arrivati a questo punto vorremmo ugualmete evitare di fare paragoni, quindi, con i vitali escrementi e chiamare questi loschi figuri per quello che sono: banchieri.

  3. ombreflessuose ha detto:

    Mamma mia come siamo messi male
    Purtroppo il popolo ignora oppure ne resta indifferente finché avrà la pagnottina da mangiare e i vari comfort quotidiani
    Panem et circenses e tutti vissero beati e gabbati
    Baci
    Mistral

    • sporchibanchieri ha detto:

      Da un certo punto di vista, ossia dal loro, siamo messi bene: a 90 gradi.
      Il pane più o meno ancora c’è ed il circo ce lo offrono questi buffoni di politicanti. Fino al paradosso che il più serio sembra essere un comico di professione.
      Questi Signori Oscuri però diminuiranno sempre più il pane e renderanno il circo una evidente beffa al popolo per scatenare una guerra civile. Sarà bene svegliarsi prima di morire nel sonno.

      Un bacio ed un sorriso

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  6. Uomo Senza Palle ha detto:

    Questa lotta la contante, si può riassumere in:
    vogliono farci credere gli evasori sono tutti quelli che utilizzano il contante per poterli combattere
    in modo che il fisco possa recuperare i mancati introiti dalla loro evasione planetaria, in tacito accordo con i politici.

    Che possano morire tutti adesso🙂

    • sporchibanchieri ha detto:

      Sintesi perfetta! Come se con la moneta elettronica non fosse possibile evadere le tasse. Anzi, i veri evasori la preferiscono, essendo molto più comoda. Lo sanno tutti i Gran Maestri delle frodi fiscali.
      Comunque da quello che dici non sembri essere proprio un uomo senza palle.😉 Complimenti per il blog.

      • antonio ha detto:

        E quando dicono …se tutti pagassero le tasse vuol dire …COSI’ RUBIAMO DI PIU?
        COMPLIMENTI

      • sporchibanchieri ha detto:

        Verissimo! Anche senza andare a scovare troppo complotti e complottisti, tanto per rimanere terra terra: ma uno come Mario Monti che pretende sacrifici dagli italiani mentre dichiara 1 milione 515 mila e 744 euro di reddito più un patrimonio di depositi, conti correnti e titoli per un totale di 11 milioni 522 mila euro (*) non può essere considerato un atteggiamento come minimo offensivo, se non totalmente provocatorio e istigatore di violenza, senza considerare l’aggravante che tale provocazione viene da un’alta carica dello Stato?

        (*) Ovviamente questo è quanto dichiarato da Monti al Fisco nel 2010. Di ciò che non è stato dichiarato non ci è dato sapere. Certo, bisogna essere un po’ maliziosi, ma come diceva la scatola nera della DC «a pensar male spesso ci si azzecca». Del resto, i primi a pensare male (se non peggio), sono prorpio loro che pretendono sacrifici, lacrime e sangue da parte di poveracci onesti considerati pure potenziali evasori. Ma i milioni di euro ce l’hanno Monti ed i suoi compagni, mica l’insegnate delle superiori. Chissà come avranno fatto tutti questi soldi eh? Onestamente? Hahahahahaha!!!

        Un saluto

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