I veri marò siamo noi: dei criminali

I veri Marò siamo noi: dei criminali
Prima di sollevare un polverone in acque internazionali, diamo un’occhio a casa nostra.

La lunga vicenda sui Marò si arricchisce ogni volta di risvolti sempre più assurdi, che ci spingono a fare diverse considerazioni. Ci sarebbero da dire tante cose in merito all’episodio, ma vogliamo cominciare con qualche riflessione quasi marginale. Premettiamo la nostra ignoranza sull’argomento. L’ignoranza di Socrate.

Tra le prime domande terra terra, viene da chiedersi: perché dei fucilieri della Marina Militare italiana dovrebbero scortare una petroliera privata? Non siamo mica contro, però non sapevamo che ci fosse questa opzione. Vorremmo poterne usufruire anche noi. Dove ci si segna? Sarebbe comodo avere un paio di fucilieri che ti scortano la sera quando esci a spasso per la tua città che, soprattutto ultimamente, sembra essere diventata il South Bronx. Magari le famiglie o gli anziani che vivono soli dormirebbero sogni più tranquilli sapendo che ci sono un paio di militari con l’incarico di sorvegliare il loro appartamento, visto l’aumento esponenziale di furti nelle abitazioni.

Una seconda domanda, così per curiosità, ricordando sempre la nostra ignoranza sull’intero episodio, è la seguente: immaginiamo che la petroliera, la Enrica Lexie, stesse trasportando petrolio. Era petrolio destinato ad essere trasformato in benzina? Benzina per il mercato italiano? Quella con i prezzi più alti del mondo, anche per colpa delle numerose accise? Tra le famose accise, ricordiamo una delle più consistenti, quella per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996, cioè per finanziare una guerra contraria ai principi della nostra costituzione.
Praticamente ci fregano più volte in una: dobbiamo pagare la scorta al trasporto di un prodotto privato che poi ci viene pure rivenduto con dei prezzi elevatissimi dovuti anche alla scusa di dover sovvenzionare delle guerre incostituzionali dove gli unici a guadagnarci sono ancora un volta i soliti privati trafficanti di armi che generalmente, gira e rigira, sono gli stessi che ti vendono la benzina. I normali cittadini, infatti, dalle guerre non ci guadagnano mai niente, anzi. Al massimo ci guadagnano qualche morto. Come diceva un proverbio militare: «Spara oggi, spara domani, qualcuno si fa male».

Altra considerazione che ci viene spontanea è questa: ma perché mai ci dovremmo meravigliare del casino successo con i marò dall’altra parte del mondo, acque territoriali, internazionali o zona contigua che sia, se già un cittadino italiano passa dei guai quando, magari svegliato di notte mentre stava dormendo, sorprende un criminale che gli entra in casa propria? È una cosa nota a tutti. Possiamo riportare un paio di storie, raccontate da fonti a noi vicine.
Nel primo caso, un malvivente entrò dentro l’abitazione di una persona che, dopo una colluttazione, riuscì a legare il criminale ad una sedia e a chiamare la polizia.  Alla fine non fu il ladro a passare i guai, ma quello che chiamò le forze dell’ordine, che venne accusato di sequestro di persona.
Nel secondo caso, una coppia stava dormendo in casa propria quando si accorse di alcuni strani rumori all’interno dell’appartamento. Il proprietario, dal fisico prestante, prese una scopa  e andò a controllare. Si ritrovò davanti al malfattore, di origini nordafricane. Seguì un mezzo tafferuglio, ma il malfattore riuscì a fuggire. Dopo un giorno o due la vittima dell’intrusione notturna venne avvicinata nel centro della città, mentre stava passeggiando, da due agenti in borghese che cominciarono ad interrogarlo, chiedendogli se avesse ricevuto qualche “visita” inaspettata la notte precedente. Il disgraziato, al rispondere in maniera affermativa, fu subito rimproverato e avvisato del fatto che il nordafricano lo aveva denunciato per aggressione.

Ah, fra l’altro, per chi non lo sapesse, se avete un amico a quattro zampe, il cartello “attenti al cane” attacatelo rivolto verso l’interno e non verso l’esterno della vostra abitazione: se dovesse entrare nella vostra proprietà un malvivente siete voi che dovete stare attenti a che il vostro Fido non morda l’intruso. Se no, anche lì so’ cazzi vostri.
Nel novembre 2012, tanto per fare un ultimo esempio, è apparso sui giornali un curioso fatto di cronaca: una guardia giurata di Trieste che aveva sventato una rapina in banca è stata condannata a risarcire (con un importo di 10mila euro) uno dei quattro banditi, rimasto ferito da un proiettile di rimbalzo.

Quindi, prima di indignarsi per la vicenda dei marò successa a migliaia di chilometri di distanza dal nostro Paese, cerchiamo di indignarci e risolvere il problema degli onesti in casa propria. Altro che acque internazionali.

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4 risposte a I veri marò siamo noi: dei criminali

  1. raimondorizzo ha detto:

    Paradossalmente, in Italia, ti rilasciano il porto d’arma più facilmente se devi proteggere una proprietà e non la persona. Teoricamente non puoi impedire che qualche malvivente ti massacri, ma se ti toccano il capannone so cazzi suoi. A proposito di porto d’arma: molti lustri fa ne possedevo uno anche per uso caccia. Bene, si era autorizzati ad entrare su qualsiasi terreno che non avesse un muro più alto di 1,5 metri e a mangiare tutto quello che trovavi. Lo chiamavano “rifocillamento” del cacciatore. Per quanto riguarda le accise sulla benzina ne abbiamo una per la guerra in Etiopia di mussoliniana memoria. Ah… Mussolini: se vedi passare un piccione devi abbatterlo, potrebbe essere un piccione spia. Quella legge non è mai stata tolta, evidentemente in tanti anni i nostri parlamentari avevano altro a cui pensare. In Vaticano, la pena di morte è stata cancellata credo nel 1981.

    • sporchibanchieri ha detto:

      Ah, allora va bene: la moglie e i figli ‘sti cazzi, ma il computer nuovo non lo devono toccare! Se ti sorprendono nel sonno mentre sei a letto dovresti prima accendere la luce e accertarti che gli assalitori abbiano una pistola vera e carica, magari facendo loro un paio di domande. Allora forse qualche speranza in più con la legge ce la dovresti avere.
      Ora sei rimasto solo con la licenza per l’esercizio del tiro al volo o quella per la difesa personale?😉 Non ci interessa, però attento che noi c’abbiamo la licenza per sparare cazzate. Chissà se ce l’ha pure “Libero Quotidiano”?
      Comunque se provi a fregarci l’uva un’altra volta ti alziamo la rete a 151 cm, vediamo se ti rifocilli (ma come facevi, ti dovevi portare il metro?).
      Sulle accise quasi quasi faremo un post, sono troppo ridicole. C’è pure l’accisa per la cultura [sic] del 2011 e quella per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005, che è un po’ come mettere una tassa sui preservativi per finanziare il Vaticano.
      Parlando di Vaticano, l’Inghilterra sarebbe di sua proprietà esclusiva ed il Papa rivendica il possesso dell’intero pianeta e può abolire qualsiasi legge negli USA (Elementi della legge ecclesiastica, Sebastian Bach Smith 1877, vol 1, 53-54).

      Un saluto

  2. Luigi Valente ha detto:

    E’ tutto giusto, ma credo che non ci sia un ordine di priorità tra le due cose. Vanno risolte entrambe e basta. Questo però ha ben poco a che fare con la legge in sé. Se, ad esempio, modificassimo la legge sul sequestro di persona aggiungendo che esso è permesso nel caso in cui il sequestrato fosse entrato in casa nostra contro la nostra volontà, apriremmo la strada alla pericolosa tendenza dei sequestratori a voler rientrare in questa eccezione. Deve essere il giudice a voler punire un fatto e finché i giudici si divertiranno ad applicare la legge in contrasto con lo scopo della stessa, sarà inutile fare modifiche e aggiunte.

    • sporchibanchieri ha detto:

      In effetti la prima regola di ogni giudice è e dovrebbe essere il buon senso. Parecchie leggi già esistono, solo che non vengono applicate o vengono mal interpretate. Anzi dovremmo, diminuire le leggi e renderle più semplici e comprensibili da tutti, siamo forse il Paese con il maggior numero di norme a livello mondiale. Evidentemente, come spesso succede, complicare le cose favorisce il solito gruppeto di furboni.
      Un saluto

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