Cipro, la guerra al contante e la moneta elettronica

Cipro, guerra al contante e moneta elettronica
CiproVano e CiproNdono per il culo, ecco la dimostrazione pratica.

Nella serie di articoli intitolata I veri evasori usano il contante? (qui i link alla Prima Parte, Seconda Parte, Terza Parte, Quarta Parte e Quinta Parte) avevamo già dibattuto il tema relativo ai veri motivi della guerra al contante, maschera d’ipocrisia per nascondere la truffa dell’imposizione della moneta elettronica. Le palesi balle colossali sulla sicurezza dei soldi virtuali sono state ampiamente smentite e ora, con la situazione nella quale si è ritrovata l’isola di Cipro in queste ultime settimane, le fregnacce propugnate dalla cricca di banchieri europei sono diventate ancor più evidenti. Ormai è chiaro che la cashless society, la società senza contante, non offre nessun tipo di garanzia o di sicurezza in più, anzi. L’unica cosa sicura è la volontà degli usurai che manovrano la BCE, la Banca Centrale Europea, di voler instaurare una dittatura globale per poter schiavizzare totalmente i cittadini.

Chi pensava di avere i propri risparmi al sicuro perché depositati dentro una solida banca, starà in questi giorni logorandosi con atroci dubbi. Quelli che speravano di dormire sogni tranquilli poiché, avendo eliminato i contanti a favore di qualche tipo di moneta elettronica (bancomat o carte di credito e di debito), erano convinti di aggirare il problema di assalti, furti o rapine, magari all’interno della propria abitazione, dovranno ricredersi velocemente.
Risulta sempre più ovvio che i veri malviventi dai quali le persone devono proteggersi sono proprio le banche ed i banchieri. L’esempio offerto dalla vicenda cipriota dovrebbe mettere in guardia anche i più scettici: per una dozzina di giorni le banche dell’isola sono state chiuse e sono poi state riaperte con pesanti limitazioni sui prelievi giornalieri e mensili, anche per quanto riguarda le carte di credito. In più, i conti correnti saranno garantiti (anche se “garanzia” è una parola grossa, soprattutto quando viene dalla bocca di qualche banchiere) solamente fino a 100mila euro. L’unica cosa veramente garantita sarà un prelievo forzoso dei risparmi dei cittadini, ancora non ben definito: si parla di quasi il 40 per cento, mica seghe.
Le élites di illuminati naturalmente preferiscono salvare le proprie banche al posto della popolazione. E, quando fa comodo, gli sporchi banchieri non utilizzano la tanto sbandierata moneta elettronica. La BCE, infatti, invierà agli istituti di credito sull’isola di Cipro cinque miliardi di euro in banconote, non di soldi virtuali. Chissà perché? Non sarebbe più comodo, rapido, sicuro ed economico inviare soldi elettronici, come sempre ci ripetono i soliti banchieri, quando il denaro virtuale ce lo vogliono rifilare a noi? Non vorranno per caso evitare di tracciare questi cinque miliardi, magari per farli sparire o per utilizzarli in qualche giochetto di finanza creativa? Non sarà per caso che il contante è il metodo di pagamento più sicuro e naturale, come già affermato addirittura in uno studio della Bundesbank, da noi riportato nell’articolo I veri evasori usano il contante? (Quarta Parte)?

Uno dei più temuti incubi per i risparmiatori ha cominciato a manifestarsi, come dichiarato da Stuart Thomson, chief market economist della casa d’investimento britannica Ignis Asset Management: «Un cambiamento fondamentale nella politica europea». Pur di salvare il culo alle banche e all’euro i burocrati dell’Unione Europea hanno dimostrato di essere disposti a qualsiasi cosa, anche a “violare i diritti fondamentali di proprietà”, come dichiarato da uno dei fondatori del gruppo bancario danese Saxo Bank, Lars Seier Christensen, che ha anche posto un inquietante quesito: «È ancora sicuro tenere i propri soldi nelle banche italiane, spagnole o greche?». Per quanto ci riguarda il vero interrogativo è anche meno specifico: «È ancora sicuro tenere i propri soldi nelle banche?». Analizzando la storia e osservando l’andazzo generale, pare proprio di no. Anche il direttore dell’Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi, sembrerebbe dello stesso parere: «I sistemi di assicurazione sui depositi europei si sono rivelati purtroppo più precari di quanto sembra».

Non fidatevi quindi dei furbetti (e alcuni ignoranti) che elogiano la cashless society, la società senza contante, promotori della moneta elettronica e paladini della guerra al contante: i fatti, ancora una volta, smentiscono loro e le loro fregnacce.

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3 risposte a Cipro, la guerra al contante e la moneta elettronica

  1. bortocal ha detto:

    il cuore del problema, secondo me, è che le banche si sono talmente infiltrate nello Stato e lo condizionano al punto tale che la gente comune pensa, come in una specie di contrappasso a rovescia, che affidare i propri soldi alle banche sia come affidarli allo stato.

    non si pensa che le banche sono privati, e dunque possono essere turlupinatori, truffatori, saccheggiatori, imbroglioni come qualunque privato.

    se fossimo consapevoli di questo, forse una parte del potere psicologico e dunque anche politico delle banche verrebbe ridimensionato.

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