Milena Gabanelli, ingnorante contante

Milena Gabanelli ingnorante contante
Affidare la soluzione a chi ha creato il problema è una pazzia.

Milena Gabanelli, la conduttrice del programma Report su Raitre, è stata per anni un mito del giornalismo al servizio del cittadino, quello che dovrebbe far luce sulle combriccole di furboni e sulle truffe di vario tipo a danno dei soliti onesti.
Peccato che da qualche tempo la Gabbanelli si sia convinta di debellare l’evasione fiscale con la tracciabilità dei pagamenti, favorendo la diffusione della moneta elettronica e tassando i prelievi o i depositi in contanti. Ovviamente non vogliamo credere che sia malintanzionata, ma sicuramente questo suo punto di vista dimostra un’ingenuità allarmante, tipica di una visione globale superficiale.
Nell’articolo I veri evasori usano il contante? abbiamo già spiegato approfonditamente quali siano i motivi reali della cash war e della volontà delle élites mondiali di imporre la moneta elettronica.
Come ha scritto Francesco Lippi dell’Università di Sassari: «Tassare il contante per combattere l’evasione è un po’ come riempire l’autostrada di dossi per far rispettare i limiti di velocità. Perché, invece, non far funzionare controlli e sanzioni come succede in Germania dove il contante è usato più che da noi? La tassa sarebbe inoltre inefficace perché aggirabile: basterebbe aumentare le scorte di contante minimizzando depositi e prelievi».

La conduttrice di Report dice che l’eventuale tassa sui contanti porterebbe i 120/150 miliardi stimati di evasione nelle casse dello Stato.  A parte il fatto che l’ammontare totale delle banconote in Italia è di 100 miliardi di euro e già questo dovrebbe far capire l’entità dell’abbaglio preso dalla Gabanelli, ma poi ci sarebbe da fare una considerazione importante. Le piccole attività che sono l’ossatura di un’economia come quella italiana, sotto la morza ineludibile della pressione fiscale, semplicemente sarebbero costrette a chiudere e non generebbero alcun tipo di gettito.
Addirittura qualche decina d’anni fa fu l’economista Milton Friedman ad affermare che «l’Italia è molto più libera di quel che voi credete, grazie al mercato nero e all’evasione fiscale. Il mercato nero, Napoli, e l’evasione fiscale hanno salvato il vostro Paese, sottraendo ingenti capitali al controllo delle burocrazie statali. E per questo io ho più fiducia nell’Italia di quel che si possa avere dalle statistiche, che sono pessimiste. Il vostro mercato nero è un modello di efficienza. Il governo un modello di inefficienza. In certe situazioni un evasore è un patriota. Ci sono tasse immorali. Non facciamo moralismi, un conto è rubare o uccidere, un conto evadere le tasse».

Fra l’altro la Gabanelli dimostra di non comprendere il funzionamento del sistema monetario. La moneta è una convenzione, se dovessero arrivare ad imporre un sistema di pagamento elettronico e tracciabile, parte dell’economia si sposterebbe semplicemente su altri canali, ad esempio utilizzando il baratto, l’oro o monete elettroniche alternative come il Bitcoin. Senza scordarsi del fiorente mercato nero durante la seconda guerra mondiale.
La conduttrice di Report dovrebbe ormai sapere bene che ci sono dei modi perfettamente legali per evadere le tasse, come il giochetto delle Srl o dei prestanome di cui si parla proprio nella stessa puntata del programma relativa alla guerra al contante. Per di più, la cosa incredibile è che la tracciabilità totale dei pagamenti verrebbe affidata e gestita dalle banche, che sono quelle che i problemi economici li hanno creati. Le banche ed i banchieri sono i maggiori evasori fiscali a livello mondiale, e proprio a loro si vorrebbe affidare la gestione ed il controllo dei pagamenti? Un po’ come, per evitare di lasciare sola in casa la propria giovane figlia data la paura di un’eventuale aggressione da parte di qualche maniaco, assumere Pacciani e il Vanni per proteggerla.

Ricordiamo che uno dei paladini della guerra al contante per “combattere” l’evasione fiscale è Corrado Passera, indagato proprio per frode fiscale nel 2012. Come Alessandro Profumo, indagato per gli stessi reati, perpetrati senza uso di contanti, inutilizzati anche nello scandalo MPS.
Cara Milena, i grandi evasori fiscali non utilizzano il contante, ma un intreccio di banche e un po’ di finanza creativa.

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7 risposte a Milena Gabanelli, ingnorante contante

  1. Marcella Nesset ha detto:

    Bisogna aprire finalmente gli occhi su questi giornalisti di sistema, apparentemente dalla parte del cittadino, ma in pratica pronti a scattare sull’attenti ogni volta che il sistema ha bisogno di fare il lavaggio del cervello agl iitaliani su temi importanti.
    Gabanelli ti fa il servizio di denuncia su cose che in fondo per il sistema sono marginali, ma poi si svende suI temi di vitale importanza, QUESTI NON SONO GIORNALISTI ALTERNATIVI, SONO SERVI, SONO PEGGIO DI GENTE COME EMILIO FEDE, molto peggio, perché almeno Fede non ha mai fatto finta di essere di ciò che non è.

    • sporchibanchieri ha detto:

      Esatto, sono i più pericolosi, infatti è meglio un nemico dichiarato che un falso amico.
      Comunque sei una grande, il tuo blog è bellissimo, ci piace davvero. Come facciamo per prendere la cittadinanza bananese?
      Un saluto

  2. Marcella Nesset ha detto:

    … molte e grazie, penso lo stesso del tuo splendido blog che infatti ho già messo tra i preferiti. Ti dò la cittadinanza onoraria, benvenuto sull’isola, abbiamo bisogno di cittadini come te!😉

  3. Asfalto ha detto:

    “L’ammontare totale delle banconote in Italia è di 100mila euro”? Spero sia un refuso e non l’ultima amenità in voga tra i teorici del complotto.

  4. Mauro Poggi ha detto:

    Condivido il senso dell’articolo e il giudizio sulla Gabanelli, ma ho un dubbio sull’affermazione “l’ammontare totale delle banconote in Italia è di 100mila euro”. Mi pare una cifra incredibilmente bassa, posso chiedere la fonte di questa informazione?

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