C’è da fidarsi dell’EUROGENDFOR?

Eurogendfor: Lex Paciferat
L’oscura forza di polizia europea tanto dimenticata dai media.

L’EUROGENDFOR è la Forza di Gendarmeria Europea (EGF) che nasca a Noordwijk, in Olanda, il 17 settembre 2004, in seguito ad un trattato fra 5 Paesi: Italia, Spagna, Olanda, Francia e Portogallo. È una polizia militare a carattere sovranazionale, costituita «con lo scopo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire alla Politica di Difesa e Sicurezza Comune (PSDC)».
La sede operativa, inaugurata il 23 gennaio 2006, è a Vicenza, presso la Caserma “Gen. Antonio Chinotto”. Nella stessa caserma il 1 marzo 2005 è stato istituito il Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità (Center of Excellence for Stability Police Units, CoESPU), con lo scopo di addestrare e formare le forze di “pace” nelle operazioni di peacekeeping. A capo del CoESPU è preposto un generale dei carabinieri ed un colonnello statunitense come vicedirettore. Considerando che a Vicenza c’è anche Camp Ederle (Caserma Ederle), avamposto del esercito USA (USARAF, United States Army Africa conosciuto anche come SETAF, Southern European Task Force, Task Force del Sud Europa, oltre ai famosi “soldati del cielo”, gli sky soldiers della 173rd Airborne Brigade Combat Team, la 173a Brigata Aerotrasportata), sarebbe da chiedersi dove sia andata a finire la sovranità dell’Italia.

Nel sito ufficiale si legge: «EUROGENDFOR può essere considerata come uno strumento integrato finalizzato a condurre missioni di polizia in diversi teatri, inclusi quelli destabilizzati, a supporto dell’Unione Europea (EU), l’Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO), le Nazioni Unite (NU), l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europea (OSCE) o eventuali coalizioni ad hoc».
Il 18 ottobre 2007, i Paesi dotati di polizia militare firmano il Trattato di Velsen, in Olanda: Italia (Arma dei Carabinieri), Spagna (Guardia Civil), Olanda (Koninklijke Marechaussee), Francia (Gendarmerie) e Portogallo (Guarda Nacional Republicana). Il trattato viene ratificato dall’Italia il il 28 aprile 2010 con la legge 84 del 14 maggio 2010.
Molti osservatori hanno sottolineato diversi passaggi inquietanti in alcuni articoli del trattato di Velsen (qui il testo dal sito ufficiale e qui una traduzione in italiano). Leggiamone qualcuno.

Capo I
Disposizioni generali

Articolo 4
Missioni e compiti

  1. Conformemente al mandato di ciascuna operazione e nel quadro di operazioni condotte autonomamente o congiuntamente ad altre forze, EUROGENDFOR deve essere in grado di coprire l’intera gamma delle missioni di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento, durante tutte le fasi di un’operazione di gestione della crisi.
  2. Le Forze EGF possono essere poste indifferentemente alle dipendenze dell’autorità civile o del comando militare.
  3. EUROGENDFOR potrà essere utilizzata al fine di:
    • condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;
    • monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l’attività d’indagine penale;
    • assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence;
    • svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti;
    • proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici;
    • formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;
    • formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione.

Capo VI
Disposizioni in materia di personale

Articolo 14
Ingresso e soggiorno

Con riferimento alla normativa in materia di immigrazione ed alle formalità giuridiche relative all’ingresso ed al soggiorno, il personale del QG permanente ed i loro familiari non sono assoggettati alla normativa in vigore nello Stato ospitante che si applica agli stranieri.

Capo VII
Privilegi e immunità

Articolo 21
Inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi

  1. I locali e gli edifici di EUROGENDFOR saranno inviolabili sul territorio delle Parti.
  2. Le autorità delle Parti non potranno entrare nei locali e negli edifici di cui al comma 1 senza il preventivo consenso del Comandante EGF o, ove possibile, del Comandante della Forza EGF. Tale consenso sarà presunto in caso di calamità naturale, incendio o qualsiasi altro evento che richieda l’adozione immediata di misure di tutela. In altri casi, il Comandante EGF o, ove possibile, il Comandante della Forza EGF, esaminerà con attenzione qualsiasi richiesta di autorizzazione inoltrata dalle autorità delle Parti per entrare nei locali e negli edifici, senza pregiudicare gli interessi di EUROGENDFOR.
  3. Gli archivi di EUROGENDFOR saranno inviolabili. L’inviolabilità degli archivi si estenderà a tutti gli atti, la corrispondenza, i manoscritti, le fotografie, i film, le registrazioni, i documenti, i dati informatici, i file informatici o qualsiasi altro supporto di memorizzazione dati appartenente o detenuto da EUROGENDFOR, ovunque siano ubicati nel territorio delle Parti.

Articolo 22
Immunità da provvedimenti esecutivi

Le proprietà e i capitali di EUROGENDFOR e i beni che sono stati messi a sua disposizione per scopi ufficiali, indipendentemente dalla loro ubicazione e dal loro detentore, saranno immuni da qualsiasi provvedimento esecutivo in vigore nel territorio delle Parti.

Articolo 23
Comunicazioni

  1. Le Parti adotteranno tutte le opportune misure necessarie a garantire il regolare flusso delle comunicazioni ufficiali di EUROGENDFOR.
  2. EUROGENDFOR ha il diritto di ricevere e trasmettere messaggi codificati, come pure di inviare e ricevere corrispondenza e plichi ufficiali tramite corriere o in cassette sigillate, che non potranno essere né aperte né trattenute.
  3. Le comunicazioni indirizzate ad EUROGENDFOR o da questa ricevute non possono essere oggetto di intercettazioni o interferenza.

Capo IX
Indennizzi

Articolo 28
Rinuncia

  1. Ciascuna Parte rinuncerà a pretendere ogni indennizzo dalle altre Parti in caso di danno procurato alle sue proprietà nell’ambito della preparazione e dell’esecuzione dei compiti di cui al presente Trattato, comprese le esercitazioni, qualora tale danno:
    • sia stato causato dal personale di EUROGENDFOR nell’esecuzione dei propri compiti previsti dal presente Trattato; o
    • sia derivato dall’uso di qualsiasi veicolo, nave, aereo, armi o altro equipaggiamento di proprietà dell’altra Parte ed utilizzato dai suoi servizi, a condizione che il veicolo, la nave, l’aereo, l’arma o l’equipaggiamento che ha provocato il danno sia stato usato nel quadro del presente Trattato; o che il dannosia stato provocato ai beni così utilizzati.

Articolo 29
Danno a terzi

  1. […]
  2. […]
  3. I membri del personale di EUROGENDFOR non potranno subire alcun procedimento relativo all’esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all’adempimento del loro servizio.

Capo X
Disposizioni finanziarie e diritti patrimoniali

Articolo 33
Consiglio finanziario

  1. È istituito un Consiglio finanziario, formato da un esperto finanziario nominato da ciascuna delle Parti. […]

Articolo 34
Spese

  1. Le attività di EUROGENDFOR prevedono tre tipi di spese:
    • spese comuni;
    • spese dello Stato ospitante riguardanti il QG permanente;
    • spese nazionali.

Tutto il personale EUROGENDFOR risponderebbe, quindi, esclusivamente al CIMIN, il Comitato Interministeriale di Alto Livello, composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. A quanto pare questa sconosciuta polizia militare europea godrebbe di enormi privilegi e di una totale immunità. Un’altro pezzo di sovranità nazionale in meno.
C’è anche da notare la questione delle «spese dello Stato ospitante riguardanti il QG permanente». Lo Stato ospitante ovviamente è l’Italia che, oltre al QG permanente di Vicenza, sembrerebbe avere anche un’altissima spesa pubblica permanente.
Chissà perché, pur avendo ormai qualche anno, la creazione e l’operatività della polizia militare europea è stata completamente ignorata dai grandi media.
E pensare che alcune associazioni di carabinieri hanno intravisto la fine dell’Arma proprio nella costituzione dell’EUROGENDFOR. Una notizia che sicuramente non merita attenzione.

Grazie alle sue peculiarità, l’EGF sembra esser stata creata in previsione delle crescenti sommosse dovute alla crisi finanziaria. Alcuni blogger riferiscono la sua presenza nelle rivolte scoppiate ultimamente in Grecia. In effetti, insurrezioni popolari e guerre civili, sono scenari operativi ideali per una polizia militare progettata, molto probabilmente, dagli ideatori della crisi finanziaria stessa.
Il motto che appare nello scudo dell’emblema della Forza di Gendarmeria Europea recita “LEX PACIFERAT”, “la legge porta la pace”. Verrebbe da dire: «Dura pax, sed pax».

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6 risposte a C’è da fidarsi dell’EUROGENDFOR?

  1. Flavia Aste ha detto:

    Tutta questa “inviolabilità” mi da da fare.
    Mi ricorda quando Zizek ne “Benvenuti in tempi interessanti” parlava del Partito, un organismo al di sopra della legge, al di sopra addirittura dello Stato, che, giuridicamente parlando, non esisteva.
    E se non esiste, non gli puoi far causa.
    Ho usato l’imperfetto, ma la Cina è in questa situazione proprio ora.

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