Tasso di mora a rischio usura nei mutui

Tassp di mora a rischio usura sui mutui
Bankitalia s.p.a. occulta leggi sconvenienti per i banchieri usurai.

Domenica 2 giugno 2013, nel programma Le Iene è andato in onda un interessantissimo servizio di Luigi Pelazza, relativo ai tassi di usura applicati dalle banche ai propri clienti durante la concessione dei mutui.

Ogni tre mesi la Banca d’Italia stabilisce il tasso massimo d’interesse, detto anche tasso di soglia, ossia gli interessi massimi che le banche commerciali possono applicare ai propri clienti quando richiedono un mutuo, un prestito o un fido. Se l’istituo di credito applica un tasso di interesse maggiore a quello consentito si parla allora di usura ed i clienti possono richiedere indietro i propri soldi attraverso le vie legali.
Come fare per sapere se sul proprio conto siano stati applicati degli interessi usurai per poter, in caso, far valere i propri diritti?
Per prima cosa bisogna recarsi alla banca e richiedere l’estratto conto. La banca è obbligata per legge a consegnare tutti i documenti relativi agli ultimi dieci anni. Servono anche il contratto stipulato con la banca al momento dell’apertura del conto corrente ed il contratto relativo al fido o al finanziamento che si intendono controllare. Possono essere controllati tutti i conti correnti, anche quelli già chiusi, purché i rapporto con la banca non sia terminato da più di dieci anni, altrimenti scatta la prescrizione.

Il presidente onorario dell’associazione “SOS utenti”  Gennaro Baccile, intersvistato da Pelazza, svela un fatto inquietante: circa il sessanta per cento dei contratti sui mutui ipotecari sarebbero da considerarsi “capestro”, nulli. Per calcolare il tasso di soglia infatti, oltre al tasso nominale annuo fissato nel contratto, va considerato e sommato anche il tasso di mora, che viene applicato nel caso della mancata puntualità nel pagamento delle rate.
Viene fatto l’esempio di un contratto del 2010 dove il tasso del mutuo applicato dalla banca al cliente è del 5,60 per cento. In apparenza, essendo il tasso di soglia del momento dell’ 8,04 per cento,  sembrerebbe tutto in regola, ben al di sotto dei tassi di usura. Il problema è che, nello stesso contratto, viene fatta firmare al cliente anche una clausola in cui il tasso di mora è fissato al 3 per cento, che sommato al tasso nominale annuo del 5,60 per cento, supera la soglia limite d’interesse dell’ 8,04 per cento. In questo caso il contratto è da considerarsi nullo. E c’è di più: non solo la banca è obbligata a restituire gli interessi percepiti anteriormente (sempre nel limite dei dieci anni della prescrizione), ma il cliente non dovrà pagare alcun interesse sulle rate successive. Il contratto non ha validità anche se la banca non ha applicato gli interessi di mora, è illegittimo solo per il fatto di esser stato firmato, essendo un contratto considerato usurario fin dall’origine. Dice la legge 1815, comma 2 del Codice Civile: «Se sono convenuti interessi usurari, non sono dovuti interessi».

Prosegue l’intervistato: «Dai dati esposti sul sito della Banca d’Italia apprendiamo che i mutui firmati ancora attivi nei bilanci delle banche ammontano ad un totale di 800 miliardi di euro. Gli interessi percepiti dalle banche su questi muti sono di 40 miliardi di euro all’anno. Se il 60 per cento di questi contratti sono da considerarsi capestri, vuol dire che il 60 per cento di questi 40 miliardi deve essere restituito ai mutuatari, ossia 24 miliardi».
Ovviamente se domani mattina tutte le vittime di usura bancaria si recassero alla propria filiale per ricevere indietro i propri soldi, le banche chiuderebbero dichiarando fallimento. Un concetto simile al bank run, la corsa agli sportelli, di cui parliamo nell’articolo I veri evasori usano il contante? (Quarta Parte).
La sentenza n. 350 del 2013 della suprema Corte di cassazione riassume il comportamento scorretto delle banche condannate per interessi usurari: «Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi».
Alcune famiglie alle quali le banche avevano messo all’asta la casa poiché in ritardo con il pagamento della rata del mutuo, hanno ottenuto una sospensiva dal tribunale proprio a causa dei tassi di mora troppo elevati, da usura. E molto probabilmente, oltre a tenersi la casa, dovranno anche essere risarcite dalle banche.

La parte agghiacciante del servizio comincia con l’intervista del direttore centrale della Banca d’Italia Carmelo Barbagallo. Il direttore evita palesemente di rispondere sul tema della legge che regolamenta l’usura bancaria, la 108 del 1996, che modifica il Codice Civile proprio con il famoso comma 2 della legge 1815 sopra riportata. Barbagallo ammette la dovuta restituzione dei soldi, da parte della banca, nel caso in cui gli interessi di mora oltrepassino il tasso di soglia, ma sorvola con un giro di parole a proposito dell’esenzione del cliente dal pagare qualsiasi interesse futuro. Una bella differenza, oltre che concettuale, pure di soldi.
Il direttore centrale della Banca d’Italia è talmente in difficoltà, che addirittura all’improvviso la signora dell’ufficio stampa interrompe l’intervista con la scusa che questo sia “un altro argomento” e chiede se si voglia parlare di “usura” o di “mutui”. Pelazza risponde prontamente: «Vogliamo parlare di usura sui mutui!». E quando prova per l’ennesima volta ad avere chiarimenti da Barbagallo sul fatto che gli interessi sul muto non siano più dovuti, il direttore continua ad evitare di rispondere fino a che, nuovamente, l’ufficio stampa interrompe l’intervista dicendo: «Non ve lo può dire». Sì, proprio così.
Promettono poi, quelli della Banca d’Italia, un’intervista con un esperto, un arbitro bancario, che ovviamente il giorno successivo non può riceverli. Nessuno vuole ammettere che, in caso di usura da parte di una banca su mutui e prestiti, il cliente non dovrà pagare più nessun interesse, oltre ad aver diritto alla restituzione degli interessi sulle eventuali rate precedenti.

Attenzione, però, come dice giustamente Pelazza: «Ora avete tutti gli strumenti per far valere i vostri diritti. Se fossi in voi non aspetterei molto. Perché basta un giorno qualunque in parlamento, una firma, la legge cambia e …».

Ecco il servizio completo sul sito ufficiale de Le Iene.

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Una risposta a Tasso di mora a rischio usura nei mutui

  1. Silvia ha detto:

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