Signoraggio Bancario e disinformazione

Signoraggio Bancario e disinformazione
Semplice ignoranza, mancanza di capacità di raziocinio o qualcosa di più?

Scopriamo che nel blog Riflessioni in Libertà di Gianni Comoretto, un “astronomo curioso”, veniamo citati direttamente con un link in relazione al nostro articolo Signoraggio Bancario: perché il debito è inestinguibile? che definisce “favoletta”.
L’atteggiamento è quello classico di chi si pone già ad un livello superiore, di quelli che non si sprecano troppo in spiegazioni data la loro altura, con in più un pizzico di paraculismo per equilibrare il tutto (fra l’altro, dopo aver letto l’articolo, ci accorgiamo che fra i pochi link esterni c’è quello al sito del C.I.C.A.P., che è già tutto un programma).

Infatti dopo l’introduzione sciorina una serie di affermazioni che, oltre alle spiccate modalità da paternale, fanno intravedere anche un po’ di ipocrisia: «Non voglio difendere i banchieri. La finanza ha grossissime responsabilità, ma purtroppo non quelle indicate nella favoletta». Ovviamente, dopo aver lanciato il sasso, nasconde la mano. Non ci è dato sapere, da parte sua, quali siano quindi le grosse responsabilità della finanza. È la fortuna di nascere superiori: non sono dovute delucidazioni. Prosegue infatti affermando: «E se non si capiscono i motivi veri di qualcosa difficilmente si troverà una soluzione. Se poi usi la soluzione sbagliata, anche quando hai trovato il colpevole vero non stai impedendogli di continuare a danneggiarti». I veri motivi e le soluzioni Camoretto non ce le fornisce. L’importante è ridicolizzare quelle degli altri. Dice l’astronomo curioso, dopo aver riassunto la sua versione della “favoletta”, che «in questo ragionamento ci sono talmente tanti errori che è difficile anche solo elencarli tutti in un singolo articolo, per cui mi limiterò a risolvere il paradosso del banchiere». Peccato che il ragionamento (se proprio così vogliamo definirlo) pieno d’errori sia proprio il suo.

Tanto per cominciare facciamo notare che nell’esempio dell’isola la convertibilità in oro, il Gold Standard, è solo apparente, infatti alla fine si scopre che l’oro a copertura delle banconote stampate non c’è. Questo per spiegare con una metafora che il valore della monetà è indotto, frutto di una convenzione delle persone che decidono di accettare come mezzo di pagamento un pezzo di carta straccia: come racconta spesso Auriti nei suoi lavori, se un banchiere si mette a stampare banconote su di un’isola deserta, queste non avranno valore. Per spiegare il concetto di valore indotto possiamo utilizzare anche l’esempio del biglietto da 100 euro falso: se nessuno si accorge della contraffazione e magari arriva a circolare di mano in mano in tutto il mondo, questa banconota avrà ugualmente assolto la propria funzione di mezzo di scambio alla stessa maniera di una banconota genuina.  Questo perché il valore della moneta non lo genera chi la stampa, ma chi decide di utilizzarla.

Quindi già qui cominciamo male. In più l’affermazione del Camoretto pare essere impregnata di quella finta oggettività di chi chi si vuole spacciare per persona ragionevole ed equilibrata, dando pure apparentemente un po’ di torto all’altra campana, in questo caso il blog Signoraggio Informazione Corretta, un sito che avevamo notato qualche anno fa e che ci era puzzato subito di blog civetta, come del resto ce ne sono per altri argomenti scottanti, per esempio le scie chimiche. Una delle classiche tattiche dei disinformatori: fare i finti attivisti, essere “contro” in apparenza, per poi manipolare nelle modalità più subdole i polli che in buona fede pensano di essere capitati con persone dalla loro stessa parte. Informazione Corrotta, insomma, altro che. Quindi tirare in ballo il Gold Standard, più che non centrare il punto, non c’entra proprio niente col ragionamento.

Prosegue l’astronomo curioso fornendo quella che lui spaccia come nostra soluzione, manipolando sottilmente le parole e mettendoci in bocca cose mai dette: «Secondo gli autori della storia […] La soluzione sarebbe che gli stati si stampino direttamente i soldi, in quantità sufficiente a ripagare tutti i debiti pubblici».
Chi conosce il funzionamento del Signoraggio Bancario, nota subito l’evidente macchinazione dell’affermazione precedente, che mischia cose vere con cose false, creando una frase palesemente supida per poi metterla in bocca a chi si vorebbe ridicolizzare in modo che qualche sprovveduto, leggendo l’articolo, possa cascarci e pensare: «Guarda questi cosa dicono, hanno torto per forza».
Infatti se gli Stati stampassero direttamente la propria moneta, ossia fossero in possesso della sovranità monetaria, semplicemente non ci sarebbero debiti pubblici da ripagare. L’inganno del Signoraggio deriva dal fatto che il sistema monetario sia basato su una moneta-debito all’atto di emissione.
È come se un tipografo che stampasse i biglietti di uno spettacolo di Marco Travaglio, venduti al pubblico a quaranta euro, esigesse dal teatro come pagamento per il proprio lavoro l’intero prezzo del biglietto più gli interessi. In questo modo il teatro (lo  Stato) non solo non riuscirebbe a guadagnarci niente, ma sarebbe matematicamente impossibilitato nel poter ripagare il debito. Il biglietto stampato dal tipografo sarebbe gravato di debito già all’atto di emissione.

Il curioso Camoretto, poi, sviluppa ulteriori modifiche personali alla storia dei naufraghi sull’isola e se la suona e canta da solo. Insomma, riscrive il racconto, adulterandolo, e ci risponde a noi (ovviamente in maniera critica), come se la storia da lui rimaneggiata fosse la nostra.
Siccome per cercare di farsi tornare il ragionamento finale deve tirar fuori da qualche parte 1000 euro un più, sentite come la prende alla larga e prova a ricamarci sopra, merita davvero. Comincia col chiedersi se il banchiere della storia mangi o meno, si vesta, usufruisca di vari servizi come l’idraulico, il falegname, l’elettricista. Perché, dice il curioso astronomo, mica può il banchiere stare seduto tutto l’anno dietro la scrivania aspettando che gli ritornino indietro i denari. C’avrà da campa’ pure il banchiere, da pagare le spese. Quindi il banchiere, nella versione modificata dal curioso, si stampa per sé altri mille euro, ma badate bene, non se li stampa e basta, se li presta! Meno male che la “favoletta” è la nostra. Avete mai sentito, o anche solo immaginato in un delirio derivato da qualche infermità mentale o qualche droga psicotropa, che uno si presti i soldi da solo, pagandoci pure gli interessi? Come se il famoso tipografo, oltre a pretendere dal teatro il prezzo al pubblico stampato sul biglietto più gli interessi (praticamente una colossale fregatura per il teatro), si stampasse pure un biglietto per sé, vendendoselo e comprandoselo da solo, autopagandosi gli interessi. Sarebbe lo strozzino di sé stesso.
Si vede che a stare sempre con la testa fra le nuvole a mirar le stelle si perde di lucidità ed il contatto con la realtà.

A parte che il non ragionamento, la fregnaccia in libertà, risulta ridicolo sotto più punti di vista. Per farsi tornare la fava letta… hem la favoletta, si arrampica sui muri con la scusa che il banchiere non può starsene seduto tutto il tempo aspettando la fine dell’anno il ritorno degli interessi. Come se un qualsiasi investitore che avesse delle azioni della compagnia XY, invece di aspettare i dividendi alla fine dell’anno, dicesse alla società quotata: «Oh, mica posso aspettare la fine dell’anno che arrivino i soldi, qualcuno mi deve sganciare un po’ di grana ORA!». Ma daaaai!!! Non contento della quantità incredibile di ragionamenti bislacchi, l’autore di favole per allucinati rincara la dose dicendo che il povero banchiere (meno male che non difendeva i banchieri, anche se dai modi sembra proprio il contrario, manco fossero dei parenti stretti) alla fine dell’anno avrà terminato i suoi mille euro e che «in fondo per fare il lavoro di banchiere usa del tempo» – come se gli altri non utilizzassero il proprio tempo quando lavorano – e poveretto, non riesce a fare tutte le altre cose che gli altri fanno per vivere [sic!] o addirittura «ne fa di meno», perché «con soli 1000 euro l’anno non campa, quindi deve fare anche altro»! Ahahaha!!! Incredibile vero? Pensate che questo dice di essere “astrofisico”! Dice che costruisce addirittura telescopi. Ci viene il sospetto che più che telescopi siano delle pipe della pace. Perché dice di essere pure un accanito pacifista. Però allo stesso tempo si prende la briga di attacare, nei modi più disparati (anche con metodi abbastanza subdoli), perfetti sconosciuti a giro per la Rete.
Insomma, lo sfortunato banchiere è l’unico a farsi il mazzo per lavorare, come se stampare banconote fosse di gran lunga più faticoso che zappare la terra, ed è l’unico che con mille euro non vive, mentre agli altri, secondo i deliri astronomici del curioso, mille euro dovrebbero bastare e avanzare. Ahahah Caporetto, sei forte (come direbbe Celentano), fai schianta’ dalle risate.

Prosegue l’accozzaglia di farfugliamenti dicendo che «incidentalmente i 1000 euro di tutti gli isolani girano di mano molte, molte volte nell’anno, perché tutti han bisogno di mangiare, di riparare oggetti, eccetera».
Questo lo dice presumibilmente per insinuare implicitamente che i mille euro del banchiere vengono spesi e finiscono nelle mani degli altri isolani per poter poi dire che i soldi per ripagare gli interessi ci sono. Avete capito perché il soggettone abbia modificato la “favoletta”, facendo passare la versione rimaneggiata come fosse la versione originale? Sarebbe come prendere la Gioconda di Leonardo da Vinci e tirarci qualche secchiata di vernice e di letame e poi avere il coraggio di affermare: «Certe che questo Leonardo non sapeva dipingere una mazza». Hahaha. Tutto ‘sto casino per farsi tornare il ragionamento, che alla fine non torna ugualmente. Il Caporetto, infatti, si scorda che, ammettendo pure l’esistenza dei famosi mille euro in più necessari a ripagare gli interessi, cioè dando pure per buona la simpatica favoletta da lui propinata, a fine anno andrebbe teoricamente restituita la somma intera del prestito, non solamente gli interessi. E se mille euro, secondo le stesse parole dell’astronomo, non bastano per la sopravvivenza del “povero” banchiere, perché mai dovrebbero bastare agli altri? Come se solo il banchiere avesse delle spese durante l’anno, mentre i “ricchi” isolani no, i quali evidentemente a fine anno si ritrovano con il capitale iniziale senza essere intaccato, più gli interessi. Secondo questi fumosi deliri, il banchiere è l’unico che spende fiumi di denaro che affluiscono a senso unico verso le casse degli isolani che, per una misteriosa legge ineffabile, non solo trafficano e vivono senza spendere un soldo, ma addirittura riescono a moltiplicare i denari dal nulla. Chissà come fa l’isolano a compiere il miracolo per cui riesce a spendere mille euro per comprarsi la capanna e allo stesso tempo a ritrovarseli in tasca a fine anno, con in più gli interessi, per poterli restituire al banchiere.
Evidentemente quello abituato a vivere di favolette è proprio il curioso astronomo, che pare confondere la realtà con la storia di Pinocchio che nel Paese di Barbagianni, ingannato dal Gatto e la Volpe, seppelisce le sue monete sperando di far nascere un albero pieno di zecchini. Solo che pure nel racconto di Collodi non solo non si moltiplicano gli zecchini, ma vengono rubate addirittura quelle poche monete reali del capitale iniziale.

Non contento dell’incredibile quantità di fesserie proprinate, Caporetto si avvia alla conclusione affermando che «se si forma per qualsiasi motivo un debito (di solito perché si spende più di quello che si guadagna), e questi raggiunge livelli confrontabili con diverse volte il reddito annuo, pagare gli interessi diventa un problema», ignorando almeno duemila anni di storia ed alcune delle principali culture a livello mondiale: quella cristiana, musulmana ed ebraica. L’antico problema del prestare soldi ad interesse da parte di chi stampa moneta, non fa ovviamente parte del suo bagaglio culturale, a voler pensare bene.
Prosegue farfugliando un altro paio di fregnacce, quasi incomprensibili: a quanto pare si è reso conto solo ora dei problemi relativi a deficit e PIL, visto che secondo lui sono stati per anni tenuti nascosti «sotto il tappeto» (non sarà mica anche lui un “teorico del complotto”, un “complottista”, come dicono alcune persone?).

Ma la perla il nostro Caporetto ce l’ha riservata per il gran finale. Oltre a sfoggiare ulteriormente la propria presunzione super partes («nel caso dei debiti degli stati va sicuramente capito in dettaglio come si sono mossi i flussi finanziari, chi ci ha guadagnato e perché, se si vuole arrivare a soluzioni eque») senza sentire il bisogno di fornire un minimo di spiegazioni, il genio conclude con questa frase: «Ma è semplicemente falso che sia stata la creazione di moneta a creare il debito pubblico, o che sia impossibile pagare gli interessi senza creare nuova moneta, all’infinito». Sì, avete letto bene, ha scritto proprio così! Non si capisce se si contraddica da solo o se semplicemente non abbia alcun senso logico qualsiasi parte del suo discorso. A parte che non è ancora chiaro se c’è o ci fa (probabilmente entrambe le cose), visto che continua a mettere sullo stesso piano sistemi monetari differenti, ignorando la lapalissiana differenza, per esempio, tra una moneta d’oro di proprietà del portatore e una banconota da cinquanta euro. Ma se le cose stessero come dice il curioso astronomo, e cioè che non sia impossibile pagare gli interessi del debito pubblico senza stampare altra moneta, ci spiega allora perché le banche continuano a creare liquidità dal nulla prestando ad interesse ancora più soldi ai Paesi debitori, indebitandoli sempre di più? Non li legge i giornali? Ma non diceva di essere curioso? Fra gli esempi recenti quello della Grecia indebitata con la BCE, che riceve ulteriori prestiti (ovviamente ad interesse) per poter ripagare i prestiti precedenti, creando un circolo vizioso ed infinito. Ma non li sa fare due conti? Eppure, dati i suoi teorici studi, un po’ di matematica avrebbe dovuto studiarla. A maggior ragione considerando che il soggetto rinfaccia sempre agli altri di non sapere fare bene i conti, come fa con il fisico Corrado Penna.
Se invece di perdere tempo a disinformare, spendesse anche qualche minuto per informarsi, sarebbe meglio. Saremmo curiosi di chiedergli, per esempio, mille euro in prestito. Se fosse coerente con i suoi discorsi (ammettendo che ci sia un qualche tipo di coerenza nei suoi discorsi), nel caso non fossimo in grado di restituire i mille euro, ci dovrebbe prestare, senza batter ciglio, ulteriori soldi per pagare il debito precedente. Voi che dite, ce lo vedete?

Fra l’altro ci siamo accorti di un piccolissimo particolare: Caporetto ci tiene a precisare di non voler difendere i banchieri, poi però pubblicizza la Banca Etica. Anzi, non solo la pubblicizza, ma è addirittura coordinatore dei soci della circoscrizione fiorentina. Non per essere maliziosi, ma la cosa puzza abbastanza di marcio, per lo meno risulta alquanto contraddittoria se non ridicola. Anche l’ostentare relazioni con associazioni e compagnia bella a tema equo e solidale, volontariato e pacifista sembra un poco voler a tutti costi dare un’immagine di sé che, a giudicare da cosa scrive e come si comporta, per quello che possiamo vedere, molto probabilmente è ben lontana dalla realtà (tralasciamo il fatto che la foto che pubblica di sé stesso a noi risulti essere a sinistra, e non a destra come da lui affermato).

Non si capisce poi l’accanimento di tutta una serie di individui su questioni che loro stessi definiscono bufale colossali, panzane, ridicole stupidaggini. Se fossero davvero immani fesserie di menomati mentali, perché la combriccola di geni dalle spiccate capacità razionali spreca innumerevoli risorse, energie e tempo, per disquisire con degli stupidi, quando non per ridicolizzarli e prenderli in giro? Per di più, anche dal punto di vista etico, il tutto risulterebbe di uno squallore e di una bassezza disumani (ma non si vantava, il curioso astronomo, di essere socio di Banca Etica, di essere solidale e bla bla bla?). Che fate, vi mettete a prendere per i fondelli e a deridere persone che voi stessi definite ai limiti delle capacità di intendere e di volere? Facciamo un esempio pratico, tanto per essere ancora più chiari.
C’era un matto nel nostro paese che diceva a tutti, anche con toni molto accesi, che sarebbero arrivate delle astronavi dallo spazio «per farci il cu#o», però nessuno si è mai preoccupato ed il poveretto è stato sempre ignorato sotto questo punto di vista, nessuno ha mai solamente pensato di prendersi la briga di dedicare enormi quantità di tempo, creare siti e fare conferenze a giro per il mondo per dimostrare che quello che diceva il pazzo fossero solamente delle fesserie.

Se volete farvi quattro risate leggetevi i commenti all’articolo del Comeretto (Interessi e moneta: il paradosso del banchiere nell’isola): i dialoghi tra lui ed un certo Nicholas sono da antologia dell’assurdo, ricordano le scenette con Totò e Peppino. Sono talmente ridicoli che sembrano preparati a tavolino. Fenomenali. Il curiosone riesce a rifilare le ultime fregnacce proprio in fondo all’ultimo commento (quello del 31 luglio 2012 ore 12:08): «Correttamente (cosa che i signoraggisti invece negano) il banchiere ci guadagna grazie agli interessi, non per l’emissione di moneta». Il fatto di mettere in bocca ad altri frasi mai pronunciate è uno dei vizietti dell’astronomo. Infatti nessuno ha mai negato che i banchieri ci guadagnino pure con gli interessi. Ma poi chi sarebbero i “signoraggisti”? Quelli che si occupano di Signoraggio Bancario? Allora anche lui è un signoraggista, visto che ci dedica articoli interi. O forse preferisce essere chiamato “anti-signoraggista”? Visto che si occupa, secondo le sue stesse parole, di bufale, paranormale, telescopi e fesserie di vario tipo, allora lui sarebbe un “bufalista”, “paranormalista”, “telescopista” e “fesseriista”?
Ma l’apice del ridicolo il “bischerista” di Arcetri lo raggiunge con la frase successiva: «Anche i 1000 euro che presta a se’ stesso li restituisce usando gli interessi raccolti». A parte il penoso errore grammaticale, appare evidente un totale deficit a livello logico. Il curioso personaggio ribadisce ancora una volta, per tutti quelli che avessero pensato che magari pocanzi si fosse solamente espresso un po’ male, che secondo le sue paranormali teorie il banchiere si presta i soldi da solo e se li restituisce pure: «Mi devo dei soldi. Se non me li restituisco entro oggi alle cinque mi tocca prendermi a calci da solo e darmi fuoco alla macchina. Spero solo di essere un po’ ragionevole con me stesso e di poter guadagnare un paio di giorni di tempo. Magari potrei prestarmi altri mille euro. Chissà cosa mi dirò oggi pomeriggio».

Vi lasciamo con l’ultima chicca di questo curioso personaggio, questa foto di un aereo con luna sulla sfondo. Secondo l’illuminato uomo di scienza lo scatto dimostrerebbe che un aeroplano è perfettamente visibile a occhio nudo a 13 km di distanza (in altri articoli si spinge fino a 14500 metri, quasi quindici chilometri)! Come descrizione alla foto riporta: «Gli aerei a 10 km non si distinguono ad occhio nudo? Un 747 a 13 km, accanto alla Luna». Non si capisce se anche la foto sia stata scattata «ad occhio nudo». Ahhahaha questo qui è un genio veramente, altro che Benigni o Grillo. Si vede che per deformazione professionale non riesce a staccare l’occhio dal telescopio. Quando fa l’esame dall’oculista, le lettere le osserva almeno da qualche decina di chilometri, se no non ci trova gusto.
L’ennesimo esempio italiano di cervello in fuga, mentre il fisico è rimasto qua. Poi ci meravigliamo del bassissimo livello culturale del nostro Paese, oltre a quello relativo all’informazione (61° posto secondo la classifica di Reporter Senza Frontiere).
Per chi volesse scoprire l’incredibile tecnica fotografica che rende possibile ottenere lo scatto di un ciclista (o di un aereo) dalle dimensioni della luna sullo sfondo, consultate il blog (in tedesco) di Philipp Schmidli o quest’articolo in inglese: Silhouettes in a Giant Moonrise, Captured Using a 1200mm Lens. Stranamente, scommettiamo con grande stupore da parte del Caporetto, non viene citato nessun “naked eye” (occhio nudo), ma un teleobiettivo da 1200mm ed una distanza tra soggetto e macchina fotografica di 1,3 chilometri.

[Nell’immagine di copertina potete osservare una bugia ben visibile a occhio nudo, anche se in notturna e da una distanza di duecento chilometri, talmente grande da raggiungere le dimensioni di una luna piena]

Questa voce è stata pubblicata in Banche e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Signoraggio Bancario e disinformazione

  1. raimondorizzo ha detto:

    Fantastici. Adesso però gli dovete pagare qualche clinica per riprendersi dal botto.

    • sporchibanchieri ha detto:

      Ahahaha Raimondo, notiamo un certo conflitto d’interessi…😉 Se vuoi ci possiamo mettere d’accordo per una convenzione. Noi te li mandiamo e te vedi cosa puoi fare. Dici che c’è speranza di recuperare qualcosa? In caso negativo cosa consigli? Un esorcista?
      Per i pagamenti che preferisci: una moneta-debito o monete d’oro di proprietà del portatore?

      Un saluto, era un po’ che non scambiavamo due chiacchere!

  2. Augusto ha detto:

    ha ha haaaaaa!!!!…costruttore di pipeee!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...